domenica, giugno 25, 2017
CreuZaDeMa

Carolina nel paese delle meraviglie?

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Carolina cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto alla sua noia, sorella del niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro dei giorni che stava scrivendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve una vita, pensò Carolina – senza dialoghi né figure?
Così parti alla volta di Genova; per ricercare tra le screpolature dei carrugi la struttura del suo essere – che sentiva tanto affine a quella città da decidedere di rinascervi dentro – per colorarsi di una nuova lingua e di nuove tradizioni, e per imparare a disegnare le pagine future come un fumetto di possibilità.
Incartò i suoi giorni nel ricordo di Roma, sua città natale, e fece domanda d’adozione; i monti spettinati dal maestrale schioccarono le bretelle su cui correvano le automobili in viaggio da levante a ponente, e presero tempo; consultarono i fiumi e le valli, tamburellarono il tempo sui tetti d’ardesia, poi guardarono oltre: laddove l’occhio cieco della Lanterna ammiccava a nuove speranze di arrivi e partenze venne il nulla osta.
Il mare disse sì. E questo è il diario delle sue nuove emozioni. A Genova.