mannerini2.jpgRiccardo Mannerini nasce il 28 ottobre del 1927 a Genova. La madre violinista, il padre militare di carriera, ultimo figlio di un'agiata famiglia napoletana.
Nel 1943 resta orfano di padre; nel '44 viene reclutato dai tedeschi come operaio e costretto a lavorare alla Todd, una fabbrica di ricambi d'armamento. Conosce un operaio libertario che lo inizia al pensiero anarchico; di comune accordo, boicottano i pezzi durante la lavorazione.
Nel dopo guerra si iscrive a medicina ma ben presto abbandona gli studi per ragioni economiche, continuerà tuttavia a frequentare l'ambiente medico e universitario dove si era fatto molti amici. Lavora saltuariamente e conduce una vita disordinata e frenetica: è insoddisfatto di tutto e di tutti; gli capita a volte di essere senza risorse e costretto a dormire nella barca d'un amico pescatore.
Si imbarca e inizia a girare il mondo: Stati Uniti, Canada, America Centrale. Nei tempi morti della navigazione prende degli appunti di viaggio su quaderni e taccuini.
A seguito di un attentato dimostrativo contro il Consolato Spagnolo si vede rifiutato il visto di entrata negli USA. Sceglie di navigare con le bananiere e conosce l'Africa Orientale.
Durante una sosta fra due imbarchi, un amico, o forse un' amica, sfogliati i quaderni che continua a riempire, gli fa notare che le sue osservazioni sono anche poesie e lo incoraggia a inviarle a riviste e concorsi. Comincia a usare questa sua capacità anche per fare colpo sulle donne, regala poesie agli amici che gliele chiedono e naturalmente non le firma: per lui scrivere è un gioco.
Durante un viaggio, per un'avaria in sala macchine, la fuoriuscita di vapore dai tubi rotti gli ustiona gli occhi che rimangono danneggiati in modo irreversibile.
Reagisce alla disgrazia impegnando le sue capacità nel sociale in molteplici iniziative, come un tentativo di socio terapia troppo in anticipo sui tempi; l'appoggio ai pescatori della Foce perchè non perdano l'approdo e la spiaggia; l'interessamento per il comandante Enrico e tutto il corpo dei Vigili del fuoco per l'arricchimento del parco elicotteri; in memoria di una cara amica morta giovanissima di embolia, lancia un premio letterario al quale presiede il prof. Della Corte, Docente di Lettere Antiche dell'Università di Genova; fonda la società Misci e Liberi (Poveri e Liberi) che sponsorizza incontri, raid, esibizioni sportive.
Poi l'inizio della collaborazione con Fabrizio De' Andrè: l'amicizia che già li univa si fa più stretta e intensa e, durante l'adattamento dei testi di Riccardo alla musica, si instaura una frequentazione che è quasi convivenza.
Due persone dotate di forte temperamento e carattere, due affascinanti, indomabili, insopportabili artisti: quando iniziano le discussioni, le prime divergenze, è in pratica inevitabile lo scontro, il rifiuto, l'allontanamento, per fortuna senza orecchie mozzate. Riccardo soffre molto per la perdita dell'amico, ma quando Fabrizio lo viene a cercare, si nega: uscito da una lunga malattia che lo ha definitivamente reso cieco, forse non si sente di ricominciare una collaborazione stimolante ma faticosa. Pur circondato da amici, gratificato da riconoscimenti, non riesce ad uscire dalla depressione e si rinchiude sempre più in un suo castello senza finestre, tappezzato di idee ossessive.
Diceva: "La vita è come una bella donna infedele, finche te la senti, fottila, poi buttala via".
(estratto dal sito ufficiale di Riccardo Mannerini)