Genova, la città vecchia

Gente e luoghi della città ...

Storie di canzoni

Da Creuza de ma e Bocca di rosa, passando per il Naufragio della London ...

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Da Creuza de ma e Bocca di rosa, passando per il Naufragio d...

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Cristiano: De Andrè canta De Andrè
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De Andrè (in) canta De Andrè (CD/DVD)
di Carolina Sabbatini
cristiano_cd2009
C’è troppa luce, per ascoltare questo disco: è un live e meriterebbe un buio macchiato da qualche candela, giusto per ricreare il fumo del concerto, e invece sono le tre del pomeriggio quando la voce di Cristiano De André si lascia attraversare da un raggio laser che lo teletrasporta, insieme alla band, nella stanza.
E mi e mi e mi
anà anà
e a l'aia sciurtì
a suà suà
e ou coèu ou coèu ou coèu
da rebellà
fin a piggià piggià
ou trèn ou trèn

La nota lunga dell’attesa di scioglie negli applausi: “Mègu Megùn” s’avvicina al microfono e ci racconta il suo ritorno dall’inferno: all’aria aperta, finalmente, dopo sei anni di gallerie ha acciuffato al volo l’ultimo treno ed è arrivato qui, dove la gente lo aspettava, per riempire di musica quel vuoto che minacciava d’inghiottirlo.
E’ vivo, sta bene, gli assomiglia… forse troppo, ma ha imparato soffrendo a sopravvivere tra le creature del suo osannato padre; figli e canzoni, due forme d’amore che oggi si dividono il palco, da bravi fratelli.
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Don Gallo: Angelicamente anarchico
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don_gallo_smallIl 10 e l' 11 novembre al Teatro della Corte di Genova, con grande successo di pubblico, Don Gallo e i ragazzi della Comunità di San Benedetto al porto hanno rappresentato "Angelicamente anarchico".
Ispirato all’omonima autobiografia edita da Mondadori, lo spettacolo è un viaggio attraverso i ricordi, le persone, la storia sociale, politica e religiosa del nostro paese, vista attraverso gli occhi di uno spirito cristiano che ha deciso di camminare sempre a fianco degli ultimi. Angelicamente anarchico: «Due parole che riassumono bene la mia storia», commenta Don Gallo. «Quel "angelicamente", s’intende, ci sta non perché sono esente da peccato, ma perché la mia scelta nella chiesa è stata sempre dettata dalla non violenza. La scelta della parola "anarchico", invece, non è certo perché abbia la tessera dell’anarchia, ma perché dove c’è un sopruso io devo intervenire e non mi guardo da gerarchie e ordini superiori».
Pubblichiamo qui alcuni estratti video dello spettacolo. Don Andrea che racconta e tre canzoni di De Andrè (Creuza de ma, Princesa e Fiume Sand Creek). Come sempre, in queste occasioni, grazie a Sergio che ha effettuato le riprese e che ci consente di pubblicarle.

GUARDA I VIDEO

 
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LA STAMPELLA DI NANDA, di Nicola Stella*

(parte I: Pivano meets Patti Smith)


nanda
Se Massimo Troisi fu il Postino di Neruda, mi accontento di essere stato per una mezza giornata abbondante - e non in una finzione - la stampella di Fernanda Pivano.

Lei aveva 86 anni e beveva solo Coca-Cola; un settimanale ebbe l’idea di organizzare e raccontare un’intelligente carrambata: la vecchia cantrice (femminile di cantore, da verificare sul vocabolario) della beat generation con la non più giovane cantante della post-beat generation: Patti Smith. Cantante, poetessa, collega, erede, amica e qualcosa di più, ma soprattutto - come vedremo - assistente terminale di alcuni tra i grandi di quella corrente culturale conosciuta in Italia grazie specialmente alla Pivano. Patti Smith doveva tenere e tenne un concerto a Genova il 27 luglio del 2003 e quel giorno avvenne l’incontro con Nanda.

Io c’ero perché quella domenica la mia compagna, inviato del settimanale, doveva mettere insieme l’evento “Nanda meets Patti” e serviva manovalanza. Nanda era un poco malandata e bisognava fare in modo di accompagnarla dal momento dell’incontro con Patti, nel primo pomeriggio, fino al concerto e al suo termine, la notte.

Il mio incarico fu quello di sorreggerla passo passo per tutto il tempo: “Tienimi forte, ho mal di schiena”, avvertì subito afferrandomi il braccio (mi ero preparato professionalmente con una colazione a base di nimesulide).

Il rendez-vous tra i due miti avvenne in un albergo del porto antico: baci, abbracci e poi la lunga conversazione. L’articolo non uscì mai perché Nanda, conclusi i convenevoli commossi, esordì chiedendo come fossero morti i suoi amici, sapendo che Patti era stata al loro fianco fino all’ultimo.
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