De Andrè e la London Valour
Stampa E-mail

Parlando del naufragio...


rimini_a

De Andrè pubblica "Parlando del Naufragio della London Valour" nel 1978, sull' Album "Rimini". Scritta con Massimo Bubola, non è certamente tra le sue canzoni piu' note.
Testo non facile e per certi versi oscuro si è prestato e si presta a varie interpretazioni (vedi articolo).
Ricordiamo anche una versione della canzone interpretata da Max Manfredi (genovese anche lui) presente nel CD "Aia da respia".

 

 

 

 

Il testo

Parlando del naufragio della London Valour
(De Andrè - Bubola)


I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall'Inghilterra
Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale
ogni dozzina di gradini trova una mano da pestare
ha una frusta giocattolo sotto l'abito da tè.

E la radio di bordo è una sfera di cristallo
dice che il vento si farà lupo, il mare si farà sciacallo
Il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto
ride con gli occhi al circo Togni quando l'acrobata sbaglia il salto.

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli
I marinai uova di gabbiano piovono sugli scogli
Il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe
per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante
la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi.

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva
ruba l'amore del capitano attorcigliandole la vita
il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia
tiene fasciate dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia
ha un grembiule antiproiettile fra il giornale e il gilè.

Scheda Album

 

rimini_a.jpg rimini_b.jpg