"Spoon River, ciao" di W. Willinghton
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Presentazione mostra | Il sito di W.Willinghton | Spoon River oggi (fotografie) | Il libro (Feltrinelli)


Per raccontare l' Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master, uno dei sogni piu' affascinanti di tutta la letteratura, le Librerie Feltrinelli hanno organizzato e presentato la mostra "Spoon River, ciao".
Spoon River esiste davvero
Vi siete mai chiesti se il paese di Spoon River con il suo piccolo cimitero sulla collina dove “tutti, tutti, dormono, dormono, dormono” esiste davvero o si tratta di un’invenzione di Edgar Lee Masters?
William Willinghton è stato a Spoon River (Illinois, Usa) e lo ha raccontato in una mostra accompagnata dai testi inediti di Fernanda Pivano, curata dal critico Roberto Mutti e composta da immagini in bianco e nero (vintage prints 55 x 70 cm), scattate nei veri luoghi descritti nelle poesie dell’Antologia di Spoon River.
Ma non aspettatevi fotografie convenzionali. Vi vedrete piuttosto il torbido fiume Spoon con i boschi che si affacciano sull’acqua tranquilla; i frutteti sulla strada di Siever e il negozio dove veniva venduto lo sciroppo d’acero; la piazza principale della città dove ci sono il tribunale, la banca, il municipio, un ristorante, un bar, la chiesa, la farmacia, la bottega dell’ottico e l’orologeria, ma anche il giornale cittadino, un tempo diretto dal Direttore Whedon, uno dei più grandi nemici di Masters; e poi ancora, la scuola nella valle (quella scuola che spesso i ragazzi marinavano per salire di nascosto sui treni) e gli spazi sconfinati che circondano il paese dove sorgono grandi fattorie “bianche come la neve” in cima alle colline o poderi vicino alle strade di polvere, come
quello di Aaron Hatfield, sulla strada per Atterbury, dove i ragazzi andavano a raccogliere le nocciole lungo le boscaglie prima della gelata.
E infine il piccolo cimitero sulla collina, dove tutti dormono, proprio tutti, dal malato di cuore Francis Turner alla sua fidanzata Mary, dal suonatore Jones al fondatore della città Washington McNeely.
Un realismo semplice ma colto, quello di Willinghton, che ci accompagna nella realtà di tutti i giorni di un paese da tutti sognato; una realtà di storie quotidiane raccontata dalla sua silenziosa macchina fotografica e nobilitata con il suo stile asciutto ed incisivo che gli permette di presentare ogni situazione nella sua essenza, senza appesantirla con significati superflui.
E tutte le immagini sono raccontate dai testi inediti di Fernanda Pivano che svela, ancora una volta, una Spoon River che solo lei conosce, come i segreti di quegli amori “reali o immaginari che stregano le anime che li accolgono nei loro sogni” o gli Indiani “che sembra di vedere spuntare all’orizzonte con i loro cavalli stregati, le loro armi magiche, la loro irruenza fatale”.