Guido Harari: Sguardi randagi
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Dopo Lodi, è arrivata a Genova la mostra fotografica di Guido Harari dedicata a Fabrizio De Andrè: Sguardi randagi.
Ospitata a Palazzo Gambaro in via Garibaldi 2, è stata inaugurata ieri, 20 maggio, e rimarrà aperta fino all' 11 di luglio.
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ingresso gratuito.

Tra i presenti all' anteprima segnaliamo Don Gallo, Franz Di Cioccio, Gian Piero Reverberi, Max Manfedi e l'ex sindaco di Genova Fulvio Cerofolini.
Anche Creuza de ma era presente (vedi servizio fotografico)
L' allestimento e l' ambientazione, il salone di rappresentanza del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, sono molto curati e suggestivi e rendono particolarmente piacevole la visita.
Sguardi randagi presenta circa 80 pannelli con immagini piene,sequenze e provini fotografici, molti dei quali assolutamente inediti o esposti per la prima volta, in un caleidoscopio prospettico che ha poco delle convenzionali esposizioni fotografiche.
La mostra si articola attorno ad alcuni nuclei tematici. Innanzitutto, la tournée di De André con PFM che segnò una svolta epocale per l'artista.
All'epoca De André aveva scelto di non cantare più, sentendosi inaridito e anacronistico, e di dedicarsi invece a tempo pieno alla sua tenuta agricola in Sardegna, all'Agnata. La sfida di reinventare le sue canzoni più famose, vestendole di nuovi arrangiamenti affidati alla PFM, fu vinta nell'arco di pochi concerti che trasformarono il pigro e timido cantautore in un autentico animale da palcoscenico. Quel tour fu la scintilla che lo proiettò in breve verso sperimentazioni senza precedenti come quelle di Creuza de ma.
Il reportage crudo e ficcante, in bianco e nero, di Harari ce lo restituisce sorprendentemente senza filtri o mediazioni, per la prima volta autentico poeta della strada e frontman di una tribù viaggiante.
La sezione dedicata al periodo del disco Le nuvole vede De André ritrattonell'atmosfera bucolica della tenuta dell'Agnata e colto dal vivo con Mauro Pagani e una formidabile band di musicisti. Quella dedicata al periodo di Anime salve, la più varia della mostra,coglie De André una volta di più all'Agnata, ma anche nella sua casa milanese. Naturalmente non mancano immagini delle ultime indimenticabili tournées in cui l'artista per la prima volta fu affiancato inscena dalla moglie Dori e dai figli Cristiano e Luvi.
Le immagini dal vivo sono strutturate in specifiche sezioni di passaggio tra un periodo e l'altro. Il tutto scandito dalla viva voce di De André attraverso virgolettati estrapolati da interviste e appunti personali, a suo tempo selezionati da Harari per il suo libro Fabrizio De André. Unagoccia di splendore. . A questo proposito, oltre alle immagini, la mostrapropone anche, per la prima volta, la versione integrale del manoscritto della lunga e intensa intervista con De André, che Harari realizzò nel 1990 per il mensile "King". Un'intervista particolarmente centrata sul disco Le nuvole, che segnò il ritorno del cantautore a una vena piùf ortemente politicizzata, i cui contenuti rimangono ancor oggi di bruciante attualità.

Sito web di Guido Harari