Cronaca dei soccorsi
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london_valour_07.jpg9 aprile 1970.
Sulla nave britannica, alla fonda nella rada di Genova, alle 13,30 ci si è accorti del pericolo. Da bordo hanno ripetutamente suonato la sirena. Le ondate di libeccio la spingevano verso l' estremità di levante del molo Galliera, la diga di protezione al porto. L' ancora arava sul fondo, la catena in tensione, l' estremità della diga si avvicinava sempre di piu'. In corso Italia, in corso Aureli Saffi le automobili cominciavano a fermarsi. Sulla rotonda di via Corsica la gente si raccoglieva rapidamente.

Alle 14.10 l' inizio della tragedia: la nave ha urtato contro l' estremità del molo, con la poppa oltre l' estremità del molo medesimo, verso levante, e la prora a ridosso della diga. I colpi di mare scavalcano mare e diga.

Alle 14.25 una sbuffata di fumo nero erompe dalla ciminiera. Forse da quel momento le macchine cessano di funzionare, forse si trattava di un tentativo (fallito) di metterle in moto. Le strade a mare, ormai, nereggiano di folla. Corso Aurelio Saffi è intasato. Genova, città di mare, comincia a vivere, tutta insieme, la tragedia del mare, che si svolge sotto gli occhi dei suoi abitanti. Sono le 16, dalla sommità del Palazzo dei Congressi è possibile osservare tutto quel che accade. E' il posto ideale per installare un centro di coordinamento dei soccorsi. Ora la nave è persa: si tratta di vedere se si riescono a salvare gli uomini. Con un binocolo si potrebbe riconoscere il volto delle tre persone in mare. E' chiaro che da bordo delle imbarcazioni questi tre disgraziati non possono essere visti. Il mare li sospinge verso la diga di protezione del canale di calma della Fiera. Una lancia carica di naufraghi viene rimorchiata verso il porto.

Ore 16.15 Uno dei tre compare sulla cresta di un' onda che sta per abbattersi sui massi della diga. Sul terrapieno della Fiera, affacciati al parapetto, vi sono uomini che urlano, che agitano le braccia, che tentano di richiamare l' attenzione delle imbarcazioni in mare. E' tardi per il corpo che viene scaraventato contro i blocchi appuntiti. Scompare. Non si vede più. Dall' alto si vedono gli uomini, laggiù, sul terrapieno inondato, che si sbracciano. Si indovinano le urla. L' elicottero rosso del capitano Enrico dei Vigili del Fuoco, si abbassa sulla verticale dei due uomini che ancora si vedono in mare. L' elicottero aveva, in precedenza, già salvato dal mare un uomo. Anche questa volta lancia una cima con appesa una ciambella. Le raffiche di vento di libeccio spingono indietro la leggera macchina volante. Si vede il naufrago sollevare un braccio nell' inutile tentativo di toccare la salvezza.