Analisi della canzone
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Il testo di "Parlando del naufragio della London valour" è tra i piu' oscuri delle canzoni di De Andrè.
Diverse le interpretazioni possibili. Una lettura quasi di cronaca ed una politica. Qui sotto due testi che esaminano le due possibilità.

Franco Senia

Franco Senia, fiorentino, attivissimo sul newsgroup dedicato a De Andrè (it.fan.musica.de-andre) prima che questo entrasse in stato comatoso, è l' autore di un blog da cui abbiamo tratto l' articolo.
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franco_senia.jpg Me lo sono chiesto tutto d'un tratto, E' stato come una sensazione, con in più fatto forte di una piccola nota di Romana che in “amico fragile” argomenta come vi si possa leggere una metafora della normalizzazione che si è avviata, alla fine degli anni settanta (siamo nel 1978), prendendo a pretesto il sequestro Moro.Allora mi sono detto che forse il naufragio della London Valour non parlava di una notizia di cronaca di una nave realmente naufragata in porto, bensì si provava a descrivere lo sbaragliamento dei gruppi armati. Il tutto visto come uno ... spettacolo. Forse....
Cosa , meglio di una nave, da usare come metafora per un movimento che ha attraversato un decennio? Come dire: “navigammo su fragili vascelli/per affrontare del mare la burrasca/ed avevamo gli occhi troppo belli ...
E poi la “London Valour” naufraga nel porto! Come se, in fondo, non fosse mai partita. Oppure, meglio e più probabilmente, naufraga quando oramai è quasi arrivata. Ce l'aveva quasi fatta!

E chi sono i “marinai foglie di coca” , in coperta, che subito dopo si trasformano in “marinai uova di gabbiano” a piovere sugli scogli? Un riferimento alla generazione più carcerata della storia d'Italia, per dirla con Erri de Luca? Una generazione destinata a passare dal “lottavano così come si gioca” alla consapevolezza della morte. Presi in mezzo fra lotta armata e droga! E chi è il capitano dall'amore al collo, rubatogli da un cavo? Lo stesso che trovò un sorriso sulla strada che porta a Trento, in “La domenica delle salme”? E perché il pasticciere di via Roma, che pesta una mano ogni dodici gradini (il partito comunista italiano, o chi per lui?) e il poeta paralitico che tiene in tasca un uccellino blu cobalto (che sembra uno solo, all'inizio, per poi diventare due persone), e ride quando l'acrobata sbaglia il salto ( i grilli parlanti di certa sinistra extra-parlamentare, o chi per loro?) si ritrovano sul molo (salvi!) con “sorrisi da cruciverba” a sorseggiarsi il capitano che soccombe (sparandosi negli occhi)? E decidono di dimenticarlo, il capitano, ormai compatti nel rifiutare ogni rivoluzione (che, per loro, non può finire altrimenti che in un naufragio).
E il “macellaio mani di seta”, che alla fine distribuisce le munizioni, chi altri è se non il generale Della Chiesa?
Il pasticciere, il poeta e il paralitico dell'ultima strofa si alleano al macellaio, con le sue mascelle anti-guerriglia, “contro ogni sorta di naufragi o di altre rivoluzioni”!

Trivigante

Trivigante.it è un blog originale, ironico ma che affronta anche argomenti "seri" e da cui abbiamo tratto l' articolo che pubblichiamo.
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trivigante.jpg La mattina del 9 aprile 1970 la London Valour, una nave costruita in Inghilterra nel 1956 come petroliera e poi riadattata come bulk carrier dieci anni dopo, attraccò a circa 1300 metri a sud della barriera frangiflutti del porto di Genova.
L'equipaggio era composto in gran parte da marinai filippini ("i marinai foglie di coca digeriscono in coperta"), dal comandante Edward Muir e dal radiotelegrafista Eric Hill, inglesi. A bordo era arrivata da poco la moglie del capitano ("il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall'Inghilterra").
All'improvviso si abbattè sulla città una libecciata di enorme violenza, un fortunale con vento forza 7/8 e mare molto mosso ("e la radio di bordo è una sfera di cristallo / dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo"). Verso le 14.30, la nave iniziò a scarrocciare, cioè l'ancora non faceva più presa sul fondo ("e le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli"), e venne sbattuta dal vento contro gli scogli della diga frangiflutti.
Sul posto accorsero immediatamente i soccorsi, elicotteri e motovedette, oltre alla gente che osservava il disastro dal molo.
Alle 14.45 la nave si spezzò in due.
Fu allora che i soccorritori gettarono un doppio filo di nylon tendendolo tra la diga e il ponte della nave; si trattava di un cosiddetto va-e-vieni, sui fili di nylon scorreva una carrucola munita di imbragatura per permettere di trarre in salvo un naufrago alla volta. Questa soluzione si rivelò disastrosa: il filo di nylon, infatti, a causa dei movimenti della nave, si rilasciava per poi tendersi di botto, sbalzando così in aria i naufraghi imbragati sulla carrucola, alcuni dei quali finirono sfracellati sugli scogli ("i marinai uova di gabbiano piovono dagli scogli").
La stessa cosa successe alla moglie del capitano, che venne sbalzata dall'imbragatura e catapultata in mare davanti agli occhi di tutti ("e con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva / ruba l'amore del capitano attorcigliandole la vita").
Il capitano, alla vista della morte della moglie, rifiutò i soccorsi, si slacciò il giubbotto di salvataggio e si gettò volontariamente in mare ("e il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta / si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba / a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi").
Morirono in venti.
La nave finì incagliata e semi-affondata, soltanto la parte superiore delle sovrastrutture sporgeva ancora dalla superficie. Circa un anno dopo, il relitto venne trascinato via da due rimorchiatori con lo scopo di farlo affondare nell'abisso delle Baleari ma lo scafo affondò a sole novanta miglia al largo di Genova, dove si trova tuttora.
Tutta Genova poté assistere de visu alla vicenda, De Andrè compreso, probabilmente.
Esistono molte fotografie del naufragio della London Valour, tra cui queste, ed esiste anche un filmato, breve, girato in super8 da un testimone sul molo di Genova.
Una parte della canzone, la struttura, è più o meno svelata, ora. Restano molti versi che alludono ad altro, il che è difficile da ricostruire, almeno per me. Non importa, non è sempre necessario capire anzi, forse non è proprio il caso di ricercare una spiegazione a tutti i costi. "Parlando del naufragio della London Valour" resta una bellissima canzone triste che ha le sue premesse in un fatto vero. Probabilmente, il senso sta nel fatto che ognuno la sua personale tragedia se la sfanga del tutto da solo. Nient'altro.