Spoon River al teatro dell' Archivolto, Genova
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nuvole_spoonriver.jpgdal 23 marzo al 9 aprile: Teatro dell' Archivolto, Genova

L' ingresso al Modena è diverso dal solito: chiusi i portoni, si entra dal retro.
Pubblico sul palcoscenico e la platea che diventa palcoscenico.Suggestivo, un bosco di rami, piantati sul parquet.
Rami che saranno la costante dello spettacolo, fondali e quinte ma anche oggetti di scena. Dallo scheletro marionetta de Un giudice, ai ciliegi de Un medico e altri ancora.
Al buio lo sfrigolio di un fiammifero e una sigaretta che si accende, De Andrè che racconta di fumo, di bere e di caruggi. La coscienza di Zeno?
E poi si inizia tra musica, danza e parole.
Non al denaro, non all' amore nè al cielo c'è tutto. Ma i testi recitati sono quelli originali di E. L. Masters, tradotti da Fernanda Pivano (con qualche licenza poetica). Così prima ascoltiamo Frank Drummer e subito dopo Un matto cantato da De Andrè, Wendell P. Bloyd e poi Un blasfemo. E via via tutti gli altri: Selah Lively, Sigfried Iseman, Trainor, Francis Turner (bellissima la coreografia de Un malato di cuore). Ma anche Lucinda Matlock, Minerva Jones, Elmer Karr (sì, quello della Collina)  e altri personaggi e poesie dell' Antologia di Spoon River non raccontati nel disco o solo citati.
E quando arriva Il suonatore Jones, il bosco si trasforma in salone da ballo e i rami in piccole torce, che illuminano i danzatori che si muovono al ritmo di uno struggente valzer lento.
"Io non voglio morir cantante.
Se al buon sonno del padrone
servirà la mia canzone
a gola storta voglio cantare
ringhio di porco e romanze nere
voglio svegliarvi col fiato ansante.
Io non voglio morir cantante."

Si finisce così,con le parole di Stefano Benni.

Giorgio Gallione regista dello spettacolo, alla sua terza esperienza con De Andrè, anche questa volta fa centro. Dopo la Buona Novella e I bambini sono di sinistra (ispirato a Storia di un impiegato) arriva Spoon River. Molto belle le musiche originali di Mario Arcari e la coreografia di Giovanni Di Cicco. E bravissimi attori e ballerini: applausi a scena aperta per tutti, sulle note di Un ottico.
Ci auguriamo che questo spettacolo, prodotto dal Teatro dell' Archivolto di Genova, possa esser visto anche fuori città, in altre regioni. Sarebbe un' occasione persa se non succedesse.