giovedì, agosto 6, 2020
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‘Buona Novella’ di Fabrizio De Andrè

6 gennaio 2020 Concerti

Informazioni sull'evento

Mappa non disponibile

Data e Ora:
06/01/2020
17:00

Dove:
Sala Marcello De Rossi
Indirizzo:
Via Luigi Novelli, 3
Città:
Velletri

Categoria:


Descrizione evento

‘Buona Novella’ di Fabrizio De Andrè

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Il 6 Gennaio 2020 alle ore 17.00 presso la Sala Marcello De Rossi per la cerimonia di chiusura della XIII rassegna d’arte sacra “Premio Croce Veliterna Dott. Don Marco Nemesi” con il nulla osta e il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè onlus, Carlo Audino eseguirà la ‘Buona Novella’ del grande cantautore genovese nel ventennale della sua scomparsa avvenuta a Milano l’11 Gennaio 1999.
Ora sicuramente vi porrete la domanda “perché De Andrè a chiusura di una mostra d’arte sacra?” C’entra perché quest’anno abbiamo voluto dare alla mostra un aspetto culturale più profondo sul significato del termine sacro e abbiamo pensato di chiudere con l’opera di De Andrè “La Buona Novella” dove si trova una lettura della figura di Gesù totalmente distante dagli schemi classici ma interessante per lo spessore dei testi dove molto spesso vengono messi in evidenza aspetti reconditi e profondi legati all’essenza della vita di Cristo. Ma lasciamo che sia lo stesso autore a parlare “«Quando scrissi “La buona novella” era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente – che sono poi sempre la maggioranza di noi – compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: “Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni a raccontare la storia – che peraltro già conosciamo – della predicazione di Gesù Cristo.” Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva essere un’allegoria – era una allegoria – che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima avava fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazaret e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. Non ho voluto inoltrarmi in percorsi, in sentieri, per me difficilmente percorribili, come la metafisica o addirittura la teologia, prima di tutto perché non ci capisco niente; in secondo luogo perché ho sempre pensato che se Dio non esistesse bisognerebbe inventarselo. Il che è esattamente quello che ha fatto l’uomo da quando ha messo i piedi sulla terra. Ho quindi preso spunto dagli evangelisti cosiddetti apocrifi. Apocrifo vuol dire falso, in effetti era gente vissuta: era viva, in carne ed ossa. Solo che la Chiesa mal sopportava, fino a qualche secolo fa, che fossero altre persone non di confessione cristiana ad occuparsi, appunto, di Gesù. Si tratta di scrittori, di storici, arabi, armeni, bizantini, greci, che nell’accostarsi all’argomento, nel parlare della figura di Gesù di Nazaret, lo hanno fatto direi addirittura con deferenza, con grande rispetto. Tant’è vero che ancora oggi proprio il mondo dell’Islam continua a considerare, subito dopo Maometto, e prima ancora di Abramo, Gesù di Nazaret il più grande profeta mai esistito. Laddove invece il mondo cattolico continua a considerare Maometto qualcosa di meno di un cialtrone. E questo direi che è un punto che va a favore dell’Islam. L’Islam quello serio, non facciamoci delle idee sbagliate.»

Prossimi eventi

Omaggio a Faber in concerto - 06/08/2020 - 0:00

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