mercoledì, ottobre 27, 2021
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Guido Harari presenterà il nuovo libro dedicato a Fabrizio De André, “Sguardi Randagi”

7 novembre 2019 Presentazione libro

Informazioni sull'evento

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Data e Ora:
07/11/2019
21:00

Dove:
Biblioteca Civica di Casale Monferrato
Indirizzo:
Via Corte d'Appello 12
Città:
Casale Monferrato

Categoria:


Descrizione evento

Guido Harari presenterà il nuovo libro dedicato a Fabrizio De André, “Sguardi Randagi”

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Harari è fotografo e giornalista musicale. Ha firmato copertine di dischi per artisti internazionali e italiani. Dopo la scomparsa di De André, gli ha dedicato tre biografie per immagini – E poi,
il futuro (Mondadori, 2001), Una goccia di splendore (Rizzoli, 2007) e Fabrizio De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock (con Franz Di Cioccio, Chiarelettere, 2008). Ha curato, insieme a Studio Azzurro, la grande mostra multimediale dedicata all’artista da Palazzo Ducale, a Genova, nel 2008-2009.
Ecco cosa dice di lui Cristiano De André:

“Ho conosciuto Guido alle fine degli anni Settanta, ad un concerto di mio padre con la PFM. Era lì come fotografo ufficiale di quella tournée. In alcune sue immagini, mi trovate sempre attaccato ad una chitarra, o ad un mixer. Avevo sedici anni e la musica nel sangue. Ero totalmente nel mio elemento. Quando Guido venne a mostrare le fotografie che aveva scattato per selezionare le migliori per la copertina del disco che Fabrizio e PFM avevano registrato dal vivo, lui ne fu talmente colpito, che decise di farsi fotografare, da quel punto in poi, soltanto da lui! Riguardando quegli scatti, come pure quelli degli anni che seguirono, ritrovo in pieno emozioni e atmosfere dei momenti che ho vissuto. Riesco perfino a sentire il profumo di mio padre e l’odore del legno di quel palco. Solo in seguito scoprii che molte delle fotografie dei miei idoli – Bob Marley, David Bowie, i Clash, i Rolling Stones, John Martyn, Joni Mitchell, Pink Floyd, i primi Police, Bob Dylan e la copertina del suo disco Real Live, e ancora PFM, Banco, Area, Finardi, Branduardi, le copertine dei primi dischi di Gianna Nannini – le aveva fatte proprio Guido, e questo non poté che accrescere la mia stima nei suoi confronti. Nell’87, quando si trattò di scegliere un fotografo per la copertina del mio primo album da solista, che porta il mio nome, pensai subito a lui e, nel giro di qualche settimana, ci ritrovammo nel suo studio, a Milano. Quando poi visionammo le fotografie in Ricordi, assieme a Mara Maionchi, che all’epoca seguiva il mio progetto, ricordo di essermi sentito come un pesce fuor d’acqua. La verità è che non mi interessava il marketing della musica: io volevo solo respirare musica, fare musica, vivere musica – la mia musica! –, ed era come se tutto il resto dovessi rassegnarmi a subirlo. Nell’estate del ’90, proprio nei giorni in cui anch’io mi trovavo all’Agnata, in Sardegna, Guido arrivò per scattare delle foto a mio padre per la promozione dell’album Le nuvole. Li guardavo chiacchierare e lavorare, ma in generale me ne stavo per i fatti miei. Poi ci fu quella magica serata in cui, nella cucina della nostra casa, Fabrizio, in mancanza di una cassetta del nuovo disco, volle cantarlo a Guido per intero, così, a cappella. Sentendo dalla mia stanza la voce di mio padre che cantava, incuriosito, scesi a vedere cosa stava combinando. Tutto pareva in sospensione, con Guido ammutolito e mio padre un po’ sciamano che lo ipnotizzava. Calandomi nell’atmosfera che si era creata, mi sembrò naturale aggiungere la mia chitarra alla voce di mio padre in un paio di canzoni. So che Guido è rimasto molto legato a questo ricordo.  Arrivarono i tour degli anni Novanta, quando presi il posto di Mauro al fianco di mio padre, assieme a Luvi e a Dori, e Guido era di nuovo con noi. Ormai era una consuetudine vederlo sotto al palco a catturare ogni minimo dettaglio dei nostri concerti: dalle prove del pomeriggio all’attesa in camerino prima di entrare in scena, fino agli applausi finali e agli abbracci con amici e ospiti dopo che tutto era finito. C’è una foto in questo libro, in cui, proprio sul finale del concerto, lo guardo dritto negli occhi. E sorrido. La nostra storia è continuata anche dopo che il futuro è venuto a sparigliare le carte del destino. Guido ha creato e continua a farlo assieme a noi “altra memoria e non basta ancora”: dai concerti al Carlo Felice di Genova ai suoi libri, alla grande mostra di palazzo Ducale, a Genova, di cui è stato uno dei curatori, ai miei primi concerti per l’album Scaramante, a cui aveva assistito con ospiti specialissimi come Nanda Pivano, Gino Strada e Luvi. E ancora, insieme abbiamo creato il manifesto del mio grande tour “De André canta De André”.

Il talento di Guido è non solo quello di saper fermare il tempo, ma di coglierne gli attimi più significativi, raccontandoci con i suoi sguardi (randagi!) delle storie. Le nostre storie! Guido è stato e rimane l’alchimista che ha saputo tradurre in immagini alcuni passaggi salienti della storia della mia famiglia, quasi ne fosse sempre stato un membro.

Chissà, forse sarà un segno anche il fatto che Guido ed io si condivida più o meno la stessa data di nascita – lui è nato il 28 dicembre, io il 29, anche se con dieci anni di differenza. In ogni caso, la storia continua. Insieme. Grazie!”


Prossimi eventi

La mia prima volta con Fabrizio De Andre’-incontro con Daniela Bonanni e Gipo Anfosso.Interventi musicali di Matteo Callegari - 30/10/2021 - 18:00

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