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Jambalaya Night – con Paolo Bonfanti

13 dicembre 2018 Non solo De Andrè

Informazioni sull'evento

Mappa non disponibile

Data e Ora:
13/12/2018
20:00

Dove:
La finestra sul giardino
Indirizzo:
Via Pietro Nenni 5
Città:
Sassari

Categoria:


Descrizione evento

Jambalaya Night – con Paolo Bonfanti

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Alle porte di Sassari, fra ulivi secolari, alberi da frutto e macchia mediterranea, vi invitiamo al secondo appuntamento di condivisione culturale, musicale e gastronomica. Giovedì 13 dicembre dalle ore 20 alle 23.30 siamo onorati di ospitare il grande chitarrista blues PAOLO BONFANTI. Vi delizieremo inoltre con la Jambalaya, piatto creolo della Louisiana di origine provenzale con influenze africane, spagnole e amerindie.

Per informazioni: 333 2423475 o annapberlinguer@gmail.com

PAOLO BONFANTI
nasce nel 1960 a Genova da una famiglia che vanta tra i suoi anche un violoncellista dell’Orchestra della Scala ed uno dei primi batteristi jazz italiani e infatti dopo studi di pianoforte e armonia imbraccia nel 1975 la chitarra. Si perfeziona poi con Armando Corsi e Beppe Gambetta, ma l’amore per il Blues è già fortissimo, e proprio alla musica del diavolo consacrerà la sua tesi di laurea al DAMS di Bologna, frequentando nel frattempo anche un corso al prestigioso Berklee College of Music di Boston.

Per cinque anni, dal 1985 al 1990, è stato il frontman dei Big Fat Mama, uno dei più importanti gruppi della scena rock-blues italiana, con cui ha inciso tre album (tra cui un doppio live) e soprattutto ha suonato nei più importanti club della penisola (tra cui il Joe’s Garage di Finale Ligure) e partecipato ai maggiori festival.

Con i Down town, un supergruppo formato insieme con il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown), vere e proprie leggende del blues inglese, ha invece avuto la possibilità di suonare in Italia e all’estero[1]. Incrocia la strada con le figure più importanti della scena nazionale, tra le quali ricordiamo Fabio Treves e la sua band, Beppe Gambetta in una memorabile tournée europea in compagnia di Gene Parsons dei Byrds ed i concittadini Red Wine[2], una delle realtà più importanti in Europa per quanto riguarda il bluegrass, negli album dei quali è spesso ospite e con cui ha effettuato un tour americano nel 2002.

La carriera solista inizia nel 1990 e fino ad oggi sono stati prodotti, a partire dall’iniziale On My Backdoor Someday[3], ben undici album, che hanno permesso a Paolo di partecipare nel 1994 – unico artista italiano al South by Southwest di Austin, in Texas e di accompagnare, a partire dal 2002, con la sua band il grande Roy Rogers (virtuoso della chitarra slide e produttore di John Lee Hooker) durante i suoi tour italiani[4]. Nel 2003 affianca a questa incessante attività anche gli Slow Feet, un vero e proprio supergruppo italiano che vanta al suo interno Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri della P.F.M., rispettivamente alla batteria ed alle chitarre ed il fotografo e bassista Reinhold Kohl. Con questa formazione oltre a suonare regolarmente in tutta Italia ha anche pubblicato, nel 2007, un disco intitolato Elephant Memory. Nel 2009 esce Canzoni di Schiena, un album cantato in italiano e genovese, ideale seguito dell’EP del 2004 Io non Sono Io [5].

Del 2011 è invece Takin’ a Break, un album che trasuda folk, blues e canzone d’autore e che è fortemente radicato nella tradizione musicale d’oltreoceano, tradizione a cui sono fortemente devoti anche i Black Crowes, con cui Paolo ha condiviso il palco proprio nell’estate di quell’anno. Il 2013 ha visto Paolo esibirsi in apertura al trio di Ian Hunter ma, soprattutto, ha visto la pubblicazione (ancora con Giorgio Ravera in cabina di regia) di Exile On Backstreets, un lavoro d’impatto che amalgama il soul con il rap, il rock con le canzoni di protesta e la poesia con la rabbia, quella rabbia sintetizzata da una copertina che ricorda il pugno chiuso guantato di nero di Tommie Smith alle Olimpiadi di Città del Messico.

Nel 2014 esce Friend Of a Friend con Martino Coppo (Felmay). In questo CD brani originali e reinterpretazioni si dividono equamente lo spazio a disposizione: dalla canzone d’autore americana (Neil Young, John Prine e David Wilcox) al bluegrass (il “padre fondatore” Bill Monroe); dal blues (Muddy Waters) al folk e al gospel; dalle suggestioni irlandesi di Matilda’s Dance al tributo al grande Bill Monroe nello strumentale WSM (in una versione che si rifà in qualche modo agli Hot Tuna più acustici), dalle ballads d’autore come Friend Of A Friend (la title track) o Trains ad insolite misture tra musica cajun e dialetto genovese come in Via da Zèna. Tutte le influenze musicali sono ben amalgamate e convergono per dare vita ad un mix estremamente vario ed affascinante.

Il nuovo cd Back Home Alive, registrato dal vivo al Teatro Municipale di Casale Monferrato il 28 febbraio 2015, è una sorta di retrospettiva live di alcuni vecchi brani in una veste quasi completamente rinnovata. Questo lavoro si avvale della produzione artistica di Steve Berlin (Blasters, Los Lobos), del missaggio di David Simon-Baker (Los Lobos) e del mastering di David Glasser (che ha curato le ultime raccolte “live” per il cinquantenario dei Grateful Dead). Paolo ha avuto l’onore di suonare a MonfortinJazz proprio a fianco dei Los Lobos a luglio 2015. Back Home Alive è stato inserito tra i migliori 100 dischi italiani nel libro “Storie di rock italiano dal boom economico alla crisi finanziaria” di Daniele Biacchessi e grazie ad una campagna di crowdfunding tra i fans è diventato nel 2016 un doppio vinile con su cui campeggiano le foto di Guido Harari.

Per informazioni: 333 2423475 o annapberlinguer@gmail.com


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