I MAESTRI DELLA NON SCUOLA
ReverberiDue fratelli. Vicini anche nei nomi. Gianfranco e Giampiero. A creare confusioni e generare malintesi. A differenza degli altri amici al bar, loro facevano sul serio. La musica sarebbe stata la loro vita. Così è stato. Anche se le loro facce non sono mai finite sulle copertine dei dischi. Lì ci finisce solo chi canta, mentre loro hanno fatto tutto il resto: hanno composto musiche, prodotto “i” cantautori, arrangiato brani. Ma soprattutto: hanno insegnato la musica ai futuri interpreti della “scuola genovese”. C’è chi, come Lauzi, non ha fatto fatica ad ammetterlo: «Il nostro riferimento era Gianfranco, che aveva qualche anno in più. Un fratello maggiore, e non solo perché già suonava nei locali: ci ha insegnato tutto.» Rincara la dose Adriano Rimassa: «Non dimentichiamo che per iscriversi alla Siae bisogna passare un esame. Avrei voluto vederli, senza le dritte dei Reverberi.»
È giusto dire le cose come stanno. Senza togliere meriti a nessuno ma piuttosto aggiungendone a chi di dovere. Ché in fondo basterebbe voltare pagina. Per scoprire che, dietro la facciata degli album, fra i credits, “loro” ci sono sempre: G.Reverberi. Ma chi? Giampiero o Gianfranco? I Reverberi.