martedì, dicembre 12, 2017
CreuZaDeMa

Intervista a Max Manfredi

max_manfredi2Ciao, Max.” Luna persa” è stato pubblicato oltre un anno fa e ha vinto il Premio Tenco. Puoi tirare un po’ di somme e dirci com’è andato?

…. Bene. Ha venduto migliaia di copie e questo, per un prodotto sicuramente non corteggiato dai media, è una bella vittoria. Vuol dire che i compratori se lo sono andati a cercare, l’hanno chiesto,lo hanno promosso attraverso il passaparola. Vuol dire che esiste “sul mercato”, ma anche, per usare una metafora da cortese trovarobato,  nei mercatini del cuore.

La vendita dei CD è sempre pià asfittica. La rete può sostituire i tradizionali canali di vendita?

Può contribuire a fare conoscere e a vendere i singoli prodotti. Ma il giocattolo è definitivamente rotto, e non so come e se si potrà aggiustarlo. Oggi, a meno di non vendere sul piano internazionale, il cd serve da biglietto da visita per chi lo fa e da ricordo per chi se lo compra. Siccome ha un costo, si tratta semplicemente di averne un ritorno anche economico, e magari guadagnarci qualcosa. Tutto qui. E’ sempre più così anche per artisti, o cosiddetti tali, molto noti.

Secondo te ci sono autori e cantanti delle nuove leve che meritano particolare attenzione?

Che si intende per “nuove leve”?
Cerchiamo di capire. In Italia ci sono decine e decine di migliaia di “nuovi cantautori”, e – sia coi concerti sia con produzioni e autoproduzioni – ne escono fuori tutti i giorni. E questo succede proprio nel momento in cui il mercato discografico è colato a picco.
Ovviamente non conosco la stragrande maggioranza di tutti questi “nuovi cantautori”.
Non son di gusti facili, è difficile che trovi qualcuno che mi piace davvero quando mi capita di ascoltarne un disco (me ne passano molti e li sento con i miei musicisti mentre vado in giro per concerti).
Però, se per “nuove leve” s’intendono artisti “sempre nuovi” in quanto mai tranquilli, mai sanciti dai media, mai “promossi” e sempre rimandati; allora ce n’è, son quasi tutti miei amici, e anagraficamente non sono affatto “nuovi”.
Voglio far luce per un attimo d’attenzione alla situazione paradossale che nell’attuale “ora del dilettante” tutti viviamo: uno può fare un’eterna “gavetta” e venire surclassato in pochi anni da un “ultimo venuto” benedetto (per soldi suoi o di altri, o diverse fortune) dalla promozione.
I cronisti non si peritano di accogliere paradossi spaziotemporali. Quante volte ho letto di qualcuno che assomigliava ad un altro venuto dopo, ma di più larghe fortune promozionali!

Per quanto piccoli (ma neanche troppo), possono avere un ruolo i siti amatoriali come Creuza de ma, nella diffusione e promozione della musica di qualità?
E i social network, come Facebook, Twitter e MySpace?

Coprono una parte quasi assente, quella dei giornali, delle radio e della televisione. Ma naturalmente fanno quello che possono.
A me non vengono male: vent’anni fa non avevo idea di quanta gente mi conoscesse, mi apprezzasse, trovasse o non trovasse i miei dischi. Facebook, tra le altre cose, mi fa da cartina tornasole.
Oppure i siti degli appassionati. C’è un passaggio di informazioni (e di gusti) che altrimenti non sarebbe possibile.

Non ti sei stancato di sentirti dire “Max Manfredi, secondo De Andrè, il più bravo cantautore italiano”? Il tempo passa, no?

E che dovrebbero dirmi? Te lo dico io: dovrebbero dire “Max Manfredi è il miglior cantautore italiano”, o almeno “uno dei migliori”, e basta, senza citare l’avallo di Fabrizio. Ma chi si piglia tale responsabilità? Così è demandata a De André. Ipse dixit. Fa notizia e non impegna. E rimbalza, vola veloce di bocca in bocca.
Io vorrei solo che ci si adoperasse per un maggior discernimento, una maggiore ragionevole umiltà nel valutare gli artisti. Spesso i giornalisti sono arroganti. Ora, questo è davvero il mondo alla rovescia! Semmai arrogante, per quello che quotidianamente rischia in fatto di scelte, lo sia l’artista! A patto che non sia un incapace, però. Quanti ce n’è che scrivono e non sanno nemmeno l’italiano?

E’ un po’ ovvia come domanda ma la faccio ugualmente, è una mia curiosità. Qual’è la canzone che preferisci di “Luna persa”?

Dipende dai momenti della giornata, dal clima emotivo. Io prediligo lo slow song, quindi: “Quasi”, “Retsina”, “Kukuwok”…  poi c ‘è un fatto: quanto più suoni una canzone in pubblico, tanto più ti stufi di lei. “Il regno delle fate”, che mi ha dato tante soddisfazioni, mi ha un poco stancato.