lunedì, dicembre 16, 2019
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Antonio Lombardi: Raità

Antonio Lombardi e Gnu Quartet, foto di Daniele Barraco

Antonio Lombardi e Gnu Quartet, foto di Daniele Barraco

Se arrivi a Lerici, sulla riviera ligure di levante, e sali a La Serra capisci perchè qui la neve è una Raità. Nevica raramente e quando succede dura poco. Fiocca…e sgrani gli occhi. E velocemente com’è arrivata, la neve svanisce.
Un po’ di magia, un po’ d’ incanto.
“Se poi la fusse neve, ch’la vègna tanto arta che le gagìne la pòsse come gnente pizàe ‘e stele”
(se poi fosse neve, che venga tanto alta che le galline possano come niente beccare le stelle)
Così ce la racconta Paolo Bertolani, in dialetto come quasi tutte le sue poesie. Un dialetto “bastardo” che non capisci bene se è ligure o cos’è. Un dialetto, quello di La Serra, elevato a dignità letteraria.
Antonio Lombardi di Bertolani era amico, e quando se n’è andato in due soli giorni ha musicato alcuni suoi testi: era la primavera del 2008. Solo l’ anno successivo sono arrivati gli Gnu Quartet che hanno orchestrato le canzoni di Antonio.
Il risultato è questo disco.
Un disco fuori tempo, fuori mercato. E proprio per questo prezioso. Un piccolo gioiello da ascoltare in silenzio, da soli e da gustare goccia a goccia. Con la sola eccezione di La corda, un racconto partigiano, le canzoni sono tutte in dialetto. Ci aiuta nel comprenderle appieno il libretto allegato al CD con le traduzioni e le belle fotografie in bianco e nero di Daniele Barraco.
Non c’è folklore nel dialetto di Bertolani, c’è invece la forte identità di una minoranza, con le proprie tradizioni e la propria cultura. E qui tradizioni e cultura sono una cosa seria, non fenomeno da baraccone del circo politico.
E così “l masse ‘r porco” ci racconta della festa di paese quando si ammazza il maiale per farne salumi. Festa e tragedia, allegria e sangue, niente più che una metafora della vita.
Proprio come “Trèi“, lirica brevissima e toccante. Un raggio di sole tra la neve.
“Di vote quando tuto pare gròdae riuselo i riva e i canta, i g’ha r te belo nome sota e ae”
(A volte quando tutto sembra precipitare un uccello arriva e canta, e ha il tuo bel nome sotto le ali)
.
Molto bella anche “Letània”, dedicata a Maria, vita dura e grama sino alla fine.
Buona ultima, e non credo per caso, “Sià come die”: il saluto, quasi un’ epigrafe, di Paolo Bertolani cantata con percebile affetto da Antonio Lombardi.
Musicalmente il disco è semplice e raffinato al tempo stesso e ci ricorda, come già detto da Leon Ravasi, il miglior Bruce Cockburn.
Oltre alla bravura di Lombardi si sente, ed è un bel sentire, la mano di Stefano Cabrera, Francesca Rapetti, Roberto Izzo e Raffaele Rebaudengo ovvero di Gnu Quartet.
Questo CD è stato una scoperta casuale, su Facebook un amico ne pubblicò una canzone. Rimasi colpito subito e adesso Raità, dopo ripetuti ascolti, fa bella mostra di se sullo scaffale. Sempre a portata di mano e pronto per essere ascoltato quando si ha desiderio o bisogno della propria compagnia.

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2009 – Raità
vincitore Premio Lerici Pea 2009

  • Entrando
  • Minon
  • I masse ‘r porco
  • ‘a Macuba
  • Come na foa
  • Ah sto gridàe de usèi
  • Letanìa
  • Tréi
  • La corda
  • Sià come die
Antonio Lombardi: voce e chitarra acusticacon Gnu Quartet:

  • Stefano Cabrera
  • Francesca Rapetti
  • Roberto Izzo
  • Raffaele Rebaudengo

Liriche di: Paolo Bertolani
Musiche di: Antonio Lombardi
Orchestrazione di Gnu Quartet
Registrato presso Zerodieci Studio, Genova
(aprile 2009)


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