Suoni delle Dolomiti
Suoni delle Dolomiti

Suoni delle Dolomiti (7)

Martedì 28 Settembre 2010 12:00

Mario Brunello: La Montanara

Scritto da Redazione
Monte Castellazzo, quota 2330 m, alba limpida e fredda, Mario Brunello con altri 24 violoncellisti, 2000 spettatori. Aspettando il sole.
Martedì 28 Settembre 2010 11:49

Mario Brunello & friends: What a wonderful world

Scritto da Redazione
Quattro famosi musicisti classici: Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi e Danilo Rossi, interpretano un classico della musica leggera, portato al successo da Luis Armstrong.
Lunedì 27 Settembre 2010 06:45

Gustavo Tavares: Il carro di Apollo

Scritto da Redazione
Il "Carro di Apollo" di Gustavo Tavares é eseguito dallo stesso autore e da altri 24 violoncellisti, tra cui Mario Brunello all'alba del 24 luglio 2010 in località Monte Castellazzo vicino a Passo Rolle in Trentino a quota 2330 m.
Il brano é stato scritto appositamente per questo eccezionale evento musicale ed immagina l'arco percorso dal sole visto dalla terra con suoni che corrono da un violoncello all'altro, reminiscenze dalle Suite di Bach ed intervalli temporali ripetuti.
Sabato 25 Settembre 2010 09:07

Mario Brunello: Signore delle cime

Scritto da Redazione
Monte Castellazzo, quota 2330 m, alba limpida e fredda, Mario Brunello con altri 24 violoncellisti, 2000 spettatori. Aspettando il sole.
Sabato 25 Settembre 2010 09:01

Mario Brunello: Aria (da J.S.Bach)

Scritto da Redazione
Monte Castellazzo, quota 2330 m, alba limpida e fredda, Mario Brunello con altri 24 violoncellisti, 2000 spettatori. Aspettando il sole.
Aria dalla Suite per orchestra di J. S. Bach
Sabato 11 Settembre 2010 03:15

Mario Brunello: Terra Aria

Scritto da Redazione
Monte Castellazzo quota 2330 m, alba limpida e fredda, Mario Brunello con altri 24 violoncellisti, 2000 spettatori, interpreta "Terra Aria" di Giovanni Sollima
Venerdì 10 Settembre 2010 11:55

Paolo Rumiz e La cotogna di Istanbul

Scritto da Redazione
Nel corso di un trekking notturno tra i pascoli ed i boschi del Passo Brocon, Paolo Rumiz racconta la storia della “Cotogna di Istanbul” in una baita nel cuore della notte, alla flebile luce di alcune candele, come usavano un tempo i caontadini nella stalla. Le immagini sono poco definite a causa della scarsa luminosità, ma qui soprattutto ha importanza la voce di Rumiz, che ci fa immaginare la complessa storia d’amore.